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The artist

"Ecco che l’immaginario onirico-esoterico di Alfredo Colleoni esplode, portando con sé anche nuove tecniche e colori."

Biografia

Alfredo Colleoni nasce a Bergamo nel 1963 ed intraprende un percorso di sperimentazione artistica che lo porterà, tra il 1987 ed il 2005, ad intraprendere diversi viaggi in Europa. La Spagna, la Bulgaria, il Portogallo e la Svezia costituiscono tappe fondamentali per la crescita dell’artista che nel frattempo intraprende un percorso gnostico.
Ecco che l’immaginario onirico-esoterico di Alfredo Colleoni esplode, portando con sé anche nuove tecniche e colori. Dalle monocromatiche calcografie, popolate da personaggi bizzarri, spesso caratterizzati da connotati sessuali ambigui, ci tuffiamo nella conseguente serie delle Alluminazioni, dove è la stessa matrice a farsi opera. La lucentezza del metallo acidato ci regala un viaggio che attraversa galassie di corpi nudi, lasciandoci immergere in un erotismo esplosivo e raffinato che esplora colori nuovi, più vivi.
Questo crescendo cromatico si conferma con la scoperta della linoleografia, da cui partirà una serie ancora viva. Gli inchiostri calcografici donano vita ad un immaginario energico e carico di simbologia sacra e profana, intagliato dal bulino nella matrice con linee forti e taglienti.
Giungiamo infine ai monotipi di Colleoni, probabilmente la sua serie più complessa ma anche quella che maggiormente riesce ad avvilupparci inequivocabilmente nell’esoterismo gnostico di cui è intrisa la sua opera.

Oggi l’artista riprende la linoleografia, portandola verso un estro più maturo e articolato ma che non dimentica le sue radici sperimentali. Assieme al monotipo crea una serie unica, dotata d’una vena scultorea e materica: Dimensioni della croce (2021)

Veronica Guastamacchia

Artista dalla vena meditativa intensa, tesa verso una ricerca non solo formale e strutturale, ma soprattutto spirituale. Assorbito in un profondo percorso gnostico, il plasma artistico di Alfredo Colleoni si dirama in due itinerari paralleli, uno sviluppato attraverso opere di incisione, l’altro realizzato in composizioni di monotipi. Ciò che differenzia queste due tecniche e che, fatalmente, diversifica l’approccio emozionale e esoterico dell’artista è il Tempo. Il tempo dell’incisione consiste in una dimensione lunga: è insieme, il tempo del rigore e della riflessione, un meticoloso procedimento che induce all’astrazione ed alla sintesi. Nondimeno, ciò che maggiormente distingue l’opera di Alfredo Colleoni, e che ne definisce l’essenza costruttiva, è una ricerca interiore, estenuante, di elevazione spirituale. L’immagine si rivela agli occhi dello spettatore come un cromatico intarsio di elementi iconografici diversificati, ma soprattutto rivela il percorso iniziatico della Gnosi.
È l’ordine compositivo a risolvere gli accordi e le dissonanze dell’opera, il quale, infatti, non può essere ragionato classicamente, ma va sezionato, destrutturato e poi ricostruito elevando le memorie della narrazione al pensiero della conoscenza dell’Assoluto.  Se, come si è già detto, è il Tempo ad imprimere la modalità di espressione dell’artista, il Tempo dei monotipi è il tempo dell’Informale, rapido, irripetibile, privo di controllo razionale, ma sufficiente a trasferire in opera la pienezza di una soggettività carica di vissuto e rivolta alla conoscenza salvifica. Nello spazio bidimensionale delle opere più recenti, la matericità informale, che spesso rimanda a memorie del naturale, si fa sempre più rarefatta liberando via via il reticolo delle macchie vegetali, fino a lasciar dominare gli spazi delle trasparenze pittoriche. Le velature, strutturate comunque attraverso una lirica razionalità, celebrano la sapiente modulazione delle campiture cromatiche e diventano esse stesse culmine della rappresentazione. Il colore che si dilata oltre la tramatura lascia lo spettatore libero di godere di una visione emozionale ed in questa magica sospensione, l’artista ci conduce verso profonde riflessioni visive se non addirittura verso una forma di conoscenza totale, in grado di trascendere ogni dicotomia esistenziale, restaurando l’unità perduta nell’autorealizzazione del sé individuale nel sé universale.

Maria Guerriero

Intervista

Le tue opere sono create attraverso un’operosità manuale, tramite una gestualità concreta. Che valore ha per te la manualità nella creazione dell’opera?

Concepisco un’opera spontaneamente. Deve poter sorgere dal lavoro manuale senza alcun intralcio cognitivo e mentale. La fase che precede la realizzazione di un’opera è paragonabile ad una caccia, istintiva ed emozionale.Consiste nel disegnare molti piccoli bozzetti cercando di colpire l’attimo esatto in cui,seguendo un’idea, colgo l’essenza del concetto in essa contenuto. In seguito la trasposizione avviene secondo le naturali peculiarità della tecnica utilizzata

La disciplina artistica dell’incisione contempla svariate tecniche di creazione di un’immagine e tutte hanno in comune una procedura che dispone a un processo di trasformazione. La fase di produzione della matrice è fortemente condizionata dal materiale su cui si opera. Morsure alchemiche di acidi su rame,intaglio di linoleum con sgorbie, fresature meccaniche su lastre industriali, stampa di un monotipo con impronte di oggetti…e altro ancora. Ognuna di queste tipologie indica o obbliga ad un approccio tecnico che a volte è molto lento e razionale,come nella linoleografia,altre volte è caratterizzato da un segno più libero e intuitivo come nel caso della calcografia. Le possibilità di sperimentare materiali sono infinite e la matrice con la relativa impressione è seguita sempre dalla stampa della stessa su carta. Questa fase potrebbe sembrare secondaria se non addirittura un mero processo di trasferimento dell’immagine. Ma è proprio con questo “passaggio” che essa contribuisce ulteriormente, insieme all’incisione alla raffinazione della forma e a volte anche del concetto finale dell’opera.

Il tuo lavoro artistico ha quindi alla base un significativo percorso evolutivo sia (mentale) che emozionale. Qual è il fondamento della tua ricerca?

L’azione del creare equivale all’Esserci qui ed ora. Vivo l’arte come un continuo tendere verso uno stato di meditazione in movimento. Se lo paragonassimo alle arti marziali direi che ogni gesto e ogni colpo sferrato vive in funzione del compimento di una “forma” semplice e risoluta ,che sia sintesi del tutto. L’arte non è mimesi ma trasformazione delle impressioni e delle energie sottili che sono a disposizione dell’artista e dell’umanità. Il tracciare un segno o lo stendere un colore costruisce per me un dialogo emozionale. Quando scelgo degli oggetti reali dai quali copiare l’impronta creo un’icona-vocabolo. Se poi calo questo archetipo dentro vasti scenari onirici è per richiamare quell’essenza di luce che pervade ogni singola cosa anche qui nel mondo ordinario.

Il tuo vissuto quotidiano ha dunque una forte influenza all’interno del processo creativo: quali sono le esperienze che hanno segnato in particolare il modo di fare ed intendere l’arte?

Il credere nella vita e nei misteri che contempla, mi stimola a ricercare nel vissuto d’ogni giorno dei frammenti di bellezza pura che giustifichino il desiderio di infinito. Cerco da sempre, anche inconsciamente, di intercettare quegli insegnamenti che fin dai tempi remoti abbiano saputo coniugare conoscenza e rinnovamento.

Ciò che voglio proporre attraverso le mie tematiche simbolico-naturali è una visione trascendente del guardare al mondo. Intimi paesaggi creati con semplicità e immediatezza, fanno da sfondo a queste stesse virtù che nel mondo possono avere realizzo. Così che, in quell’attimo esatto in cui l’occhio, riflettendo l’immagine su un piano profondo tocchi un’insolita dimensione di coscienza e il fruire l’opera o il crearla talvolta coincidano.

Eleonora Garini

Esposizioni e mostre

Monza 2022

Villa Reale “Arte, musica e solidarietà”

Milano 2019

Ex fornace Gola “Anatomia della bellezza” a cura di Gina Affinito

 La Spezia 2018

Ex ceramica Vaccari “No Place”- S.Stefano di Magra 

Bergamo 2010

Relogo “Il proficuo lavoro delle tue mani”a cura di Ferrario Freres

Crema 2010

Teatro san Domenico “Prima Era” monotipi

Bergamo 2010

Urban Center premio Amica Acqua

Bergamo 2009

Orafo Giardina “Victoria” terrecotte

Portogallo 2005

Convento de sao Francisco “Ex voto” arte sacra contemporanea – diocese de Beja

Brescia 1999

Cascina Pompiano “Carmilla” performance con regia di Guido Nicoli

Cuneo 1998

Fondazione Peano – concorso nazionale di scultura

Milano 1997

Galleria Canonica “Omphalos” premio Salon I°

Udine 1997 e 1999

Centro multiculturale Latisana “Arte in Contemporanea”

Cagliari 1995

Centro culturale EXMA “Alluminazioni” 

Bergamo 1993

Expo’ Liceo Artistico “Exempla” – a cura di Antonio Amorosa

Bergamo 1992

Palazzo Boselli “Graphos” acqueforti – S.Giovanni Bianco

Pleven (Bulgaria) 1991

Galleria Xrysto incisioni 

Gijon (Spagna) 1990

Taller Textura – corso internazionale di ceramica con Toni Soriano, Jesus e Mindy Castañón, Vanni Gritti 

Svezia 1987

Krono Magazinet – collettiva a cura di Angela Occhipinti, Claudio Sugliani e Mario Benedetti – Isola di Öland

Milano 1984

Accademia NABA -Stampe a rilievo